A nord di Trento a sud di Bolzano [3^ edizione]

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A nord di Trento a sud di Bolzano III


" A nord di Trento,
a sud di Bolzano
"

[3^ edizione]

fotografie di
Pierlugi Cattani Faggion, Silvia Corvetta, Alessio Coser, Heinrich Wegmann

video di
Michele Trentini

curatela fotografica di
Luca Chistè

inaugurazione mostra fotografica:

16 aprile 2015 - ore 18.00

Spazio espositivo Cassa Rurale di Mezzocorona
piazza della Cooperazione

(ingresso parcheggi via F.lli Grandi)



click sulla foto o | QUI | per visionare in anteprima
la presentazione della rassegna sul sito di AMBIENTE TRENTINO Testo di presentazione di Luca Chistè | Ambiente Trentino | Antasb III

Giunge alla 3^ edizione il progetto fotografico relativo all'indagine: "A nord di Trento, a sud di Bolzano" che, per questa edizione, concentra il proprio focus sul tema dei "Paesaggi umani".

Testimoni di questa nuova ricerca, sono quattro fotografi (due trentini: Pierluigi Cattani Faggion e Alessio Coser, e due dell'Alto Adige: Silvia Corvetta e Heinrich Wegmann) e un videomaker (Michele Trentini).

Come per le altre edizioni di "ANTASB" (come viene familiarmente chiamato il progetto), anche per questo evento è stato pubblicato un interessante catalogo che, muovendo dal prodotto visivo degli autori, raccoglie testi critici e riflessioni su questo affascinante tema

L'invito è di non mancare all'appuntamento, per scoprire quale percorso è stato ideato su questa nuova interpretazione di Antasb!...

Luca Chistè

In allegato i links per la locandina dell'evento e l'invito di partecipazione:

»» INVITO (formato PDF)

»» INVITO (formato JPG)

Testo di presentazione di Luca Chistè | Ambiente Trentino | Antasb III

Sulla fotografia e oltre

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“Sulla fotografia e oltre ” di Enrico Gusella – cover del volume

Sulla Fotografia e Oltre di Enrico Gusella

Enrico Gusella e Renato Tronco - ph. Luca Chistè ©

Enrico Gusella e Renato Troncon alla presentazione del libro:
"Sulla fotografia e oltre"

Biblioteca di Trento | Sala degli Affreschi | 24 marzo 2015   [ph. Luca Chistè ©]



" Sulla fotografia e oltre "

di Enrico Gusella


Allemandi & C. , 2014


MARTEDI 24 MARZO

Biblioteca Comunale di Trento
Sala degli Affreschi

TRENTO | Via Roma, 55 | ore 17.30

L'autore dialoga di fotografia ed estetica contemporanea con Renato Troncon, professore di Estetica all'Università di Trento e alla Libera Università di Bolzano

E' stato presentato a Trento, presso la Biblioteca Comunale, il 24 marzo 2015, da Enrico Gusella e Renato Troncon, il volume "Sulla fotografia e oltre".
Edito per i tipi di Allemandi & C, il volume raccoglie numerosi saggi su fotografi contemporanei e, fra i molti autori trattati, include una riflessione critica sul mio lavoro "Berlino. Profili Urbani" con la pubblicazione di due immagini a colori.

Critico e storico delle arti, ma innanzitutto organizzatore culturale e curatore di mostre - oltre 250 le esposizioni con la sua curatela -, Enrico Gusella indaga attentamente i numerosi fotografi della scena contemporanea.

Il volume si apre, infatti, con un'intervista a Mimmo Jodice, per poi proseguire con un capitolo dedicato al paesaggio. Dai luoghi veneziani di Elio Ciol a Gabriele Basilico, il fotografo delle città e del paesaggio urbano. Da Albert Steiner a Giovanni Chiaramonte, ai paesaggi astratti di Franco Fontana. E ancora la Parigi in libertà di Robert Doisneau, Joseph Beuys, Guido Guidi, Giovanni Umicini, Mario Cresci, Fulvio Roiter, Boris Mikhailov, Maurizio Galimberti, Cesare Gerolimetto, Nino Migliori, Walter Niedermayr, Olivo Barbieri, Raffaello Bassotto, ORsenigo_CHemollo, Roberto Salbitani, Pino Ninfa, Aurelio Amendola, Mario De Biasi, Andrej Tarkovskij, Italo Zannier, Luca Chistè, e molti altri ancora.

Sul reportage sono, invece, i lavori di Gianni Berengo Gardin, Enrico Bossan, Davide Ferrario, Emeka Okereke, Sophie Elbaz, Nabil Boutros, Gary Knigth, Ron Haviv, Christopher Morris, Alexandra Boulat, James Nachtwey, Christopher Anderson e Antonin Kratochvil.

Sul corpo le indagini su Helmut Newton, Douglas Kirkland, Anton Corbijn, Spencer Tunick, David LaChapelle, Nan Goldin, Cindy Sherman, Stanley Kubrick, Gianluigi Colin e Tea Giobbio.

La pattuglia della sezione astratta è composta da Man Ray, Jerry Uelsmann, Mario Schifano, Michael Kenna, Thomas Ruff, Roni Horn, Douglas Gordon e Aernout Mik.

Un capitolo a parte merita la Collezione Italo Zannier della Fondazione di Venezia, di cui nel volume sono una serie di bellissime immagini di Nadar, Antonio Beato, Fox Talbot, Elio Luxardo, Italo Zannier, Nino Migliori, Franco Vaccari e Maurizio Galimberti.

Il volume, giunto alla sua seconda edizione è ordinabile o acquistabile presso le migliori librerie.

Luca Chistè

Berlino profili urbani - ph. Luca Chistè © Berlino profili urbani - ph. Luca Chistè ©

"Berlino. Profili Urbani" - immagini di Luca Chistè ©

Alla stessa mensa, tra rito e quotidianità

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video della rassegna | Luca Chistè © |

Il Tempo Sospeso - ph. Luca Chistè ©

« Alla stessa mensa,
tra rito e quotidianità»


Percorsi di riflessione attraverso l'arte


Trento, Museo Diocesano Tridentino

6 febbraio - 6 aprile 2015

immagini e stampe fine-art di Luca Chistè


formato di stampa: 59,4x42cm (A2) |

ESTRATTO DELLA PRESENTAZIONE PUBBLICATA SUL SITO WEB DEL MUSEO DIOCESANO TRENTINO:

» http://www.museodiocesanotridentino.it

Con la mostra: "Alla stessa mensa, tra rito e quotidianità" il Museo Diocesano ha inteso offrire il proprio contributo alla riflessione sul tema "Nutrire il pianeta. Energia per la vita", lanciato da EXPO MILANO 2015. L'esposizione, allestita nelle sale del piano terra, riunisce e valorizza una trentina di opere appartenenti alle collezioni museali, di differente tipologia e epoca, legate all'iconografia dell'Ultima cena.

L'Ultima Cena è uno dei soggetti iconografici più diffusi dell'arte sacra e si distingue da altri episodi evangelici (come le Nozze di Cana, la Cena in casa di Simone, la Cena in Emmaus, tutti presenti in mostra) per il suo alto significato mistico e simbolico. Seguendo i diversi racconti dell'Ultima cena narrati nei Vangeli si possono individuare due grandi temi: l'annuncio del tradimento ("uno di voi mi tradirà...") e l'istituzione del sacramento dell'Eucarestia ("questo è il mio corpo..."). La mostra intende proporre una riflessione sui diversi aspetti iconografici che la tradizione artistica ha elaborato, soffermandosi sull'analisi degli elementi simbolici che connotano la scena: le vivande poste in tavola, i gesti degli apostoli, le caratteristiche di alcuni protagonisti.

Oltre ad illustrare l'iconografia dell'Ultima cena l'esposizione ha proposto alcuni spunti di riflessione legati al tema della convivialità, della relazione, dell'incontro e delle tensioni emotive che, nel quotidiano, lo stare seduti "alla stessa mensa" può favorire.

Le intense immagini fotografiche di Luca Chistè, scattate in alcune case di riposo del Trentino, ricordavano al visitatore gli spazi di grande solitudine che questo stesso gesto può lasciare aperti. Sono stati esposti, inoltre, dipinti e incisioni nei quali il tema sacro diviene pretesto per raffigurare ambienti di cucina e articolate composizioni di cibo; a queste immagini sono state accostate alcune opere di Gianluigi Rocca che raffigurano utensili domestici e stoviglie consumate. Sono fragili frammenti di memoria, simboli silenziosi e immobili di quella cultura contadina, carica di pacata dignità, che l'immagine fotografica di Rodolfo Rensi proposta in mostra bene esemplifica.

File PDF della presentazione delle immagini esposte
Diocesano-presentazione rassegna Luca Chistè - PDF

Il Tempo Sospeso - ph. Luca Chistè ©

Il Tempo Sospeso - ph. Luca Chistè ©

Il Tempo Sospeso - ph. Luca Chistè ©

Il Tempo Sospeso - ph. Luca Chistè ©

“Gocce” immagini di Cristina Foglio e Mario Panteghini

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GOCCE - rassegna di Cristina Foglio e Mario Panteghini

« G O C C E »

immagini di
Cristina Foglio e Mario Panteghini

Inaugurazione della rassegna:
Madonna di Campiglio
DOMENICA 28 dicembre - ore 17:30
Albergo "La Baita"

fine-art prints | 59,4x42cm (A2) |

E’ nell’eleganza formale della ricerca cromatica e nell’esercizio di un’osservazione attenta dei particolari della natura, tradotta in gesto fotografico, che questo lavoro di Cristina Foglio e Mario Panteghini trova le sue più convincenti radici.

Un progetto nato quasi per gioco, basato sull’ipotesi di verificare, dopo aver osservato alcuni immagini simili, se gli autori sarebbero stati in grado di interpretare, con analoghe ipotesi di ripresa, tali soggetti.

Occorre subito dire che, aldilà del “movente” e ancor più dell’intenzione, l’esito ha probabilmente superato, di gran lunga, le ipotesi che ne avevano determinato l’avvio.

Le fotografie presentano, con una costanza calligrafica di rilevante coerenza formale ed estetica, un percorso omogeno entro il quale l’apparente semplicità dei soggetti si coniuga con una raffinata perizia tecnica legata a questo particolare tipo di ripresa.

Le “gocce”, da cui muove il titolo della mostra, diventano un caleidoscopico microcosmo dell’osservazione e dell’immaginario, nel quale gli autori fanno confluire le loro ipotesi osservative, di sensibilità e le loro competenze tecniche, giocando con riprese figlie di “alchimie” operative (inversione degli obiettivi per ottimizzare lunghezza focale e rapporto d’ingrandimento, impiego di luci, filtri, ecc…) tutt’altro che trascurabili.

La rassegna, nella quale l’esercizio sulle relazioni tonali e cromatiche– sia esso un colore impattante o “negato” (come in alcune potenti inquadrature con lo sfondo bianco) – fra il soggetto e lo sfondo diviene l’autentico leitmotiv del progetto visivo, conduce lo spettatore verso un immaginario che incanta e coinvolge, quasi in modo adulatorio, chi trova il giusto tempo, con il ritmo lento dell’osservazione empatica per i soggetti, di soffermarsi su ogni singolo scatto.

Una fotografia sobria ed elegante, capace di stupirci per il proprio rigore tecnico, ma che spalanca, alla nostra sovente distratta visione, una significativa possibilità: quella di comprendere che, anche in poche gocce d’acqua, grazie alla sensibilità di chi sa osservare il mondo della natura, è possibile riscoprire il gusto di una piacevole intensità emotiva, lirica ed estetica.

Nel tourbillon esistenziale quotidiano, dove il ritmo accelerato del nostro tempo non lascia più un briciolo di spazio all’immaginazione, queste fotografie testimoniano un fatto importante: astraendosi dal “contesto” e lasciandosi attrarre dal dialogo con la natura, anche nelle sue più elementari manifestazioni, è possibile ritrovare un senso di quieta armonia con ciò che ci circonda e con noi stessi.

Luca Chistè / dicembre 2014 ©


Cristina Foglio e Mario Panteghini

si interessano di fotografia, con grande passione, da diversi anni e molta parte del loro lavoro è dedicata alla ricerca applicata sulla fotografia macro, il paesaggio e la ritrattistica. Entrambi fanno parte del Gruppo F11 di Vigo Rendena.


Contatti :
per informazioni sulle immagini o il loro eventuale acquisto:

cris.foglio@gmail.com   &   mariopanteghini@gmail.com


Note sulle immagini :

Le stampe di questa rassegna sono state prodotte, con tecnica fine-art, da Phf Photoforma di Trento e sono riprodotte su carta Canson Baryta Photographique da 310 gr. in fibra alpha cellulosa, senza acidi, rivestita con uno strato di Solfato di Bario e aderente agli standard della norma ISO 9706 previsti per garantire la massima conservazione delle stampe.

GOCCE - rassegna di Cristina Foglio e Mario Panteghini

“LUGANO”: le immagini fineart di Zuercher allo Spazio Espositivo Pretto

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Lugano | ph. di Christian Zuercher allo Spazio Espositivo Pretto di Trento

" L U G A N O "
Spazio Epositivo Pretto di Trento
immagini di Christian Zuercher
FINE-ART PRINTS

FINO AL 6 OTTOBRE 2014

Lugano | ph. di Christian Zuercher allo Spazio Espositivo Pretto di Trento

Presso lo Spazio Espositivo Pretto di Trento, sabato 6 settembre, si è inaugurata con un positivo esito di partecipazione, la rassegna del fotografo Christian Zuercher (ticinese di nascita e berlinese di adozione) dedicata alla città di Lugano.

Il secondo evento espositivo 2014, dopo l’interessante parentesi dedicata all’iPhoneography, pone, in una sorta di percorso dialettico, l’accento su una fotografia legata ad un’indagine monografica dello spazio urbano le cui peculiarità, sotto il profilo tecnico, appaiono quasi come un “ritorno alle origini”. Si tratta di due proposte (quella di Beltrame prima, e quella di Zuercher poi) che rappresentano gli estremi di un continuum e che indicano, con grande precisione, quale spazio di operatività - tecnica ed espressiva - possieda oggi la fotografia.
Lugano”, è l’interessante campo di azione scelto da questo fotografo, con cui rappresentare la sua idea di spazio urbano. Si tratta di una fotografia rigorosa, essenziale, sapientemente eseguita sotto il profilo della competenza tecnica e capace di spingerci entro luoghi a cui l’autore, con sorprendente coerenza calligrafica, assegna una connotazione radicalmente diversa rispetto alla fruizione più convenzionale di una città come Lugano.

Lugano | ph. di Christian Zuercher allo Spazio Espositivo Pretto di Trento Un'espressione, piuttosto intensa, dell'autore: Christian Zuercher

Nel rinviare i lettori all'abaco dei links consultabili per l'evento, Phf Photoforma ringrazia pubblicamente Christian Zuercher sia per aver accettato di esporre i suoi lavori allo Spazio Pretto, sia per aver fiduciosamente delegato l’interpretazione e la stampa fine art delle sue opere.
Un ringraziamento pubblico va rivolto anche all’eccellente lavoro di digitalizzazione eseguito dal laboratorio Digital Fidelity di Raffaello Conti che, con le accurate scansioni a 16bit eseguite per l’autore, ha saputo leggere l’intima materia di cui si compongono i negativi di “Lugano”.
Ricordiamo che la rassegna, che consta di complessive 14 stampe fine-art (post-produzione e stampa a cura di Phf Photoforma) rimarrà visitabile "nell'acquario" Pretto fino al prossimo 6 ottobre.
L'orario di visita non ha tempo: le immagini possono essere viste h 24/24, anche se per apprezzare l'effetto di illuminazione dei lavori, e quello della galleria più in generale, è preferibile visitare lo Spazio Pretto in orario tardo/serale.

Luca Chistè | © marzo 2014 |

LINKS CONSIGLIATI PER L'APPROFONDIMENTO:

» Spazio Espositivo Pretto
» Webpage autore
» Web-gallery di "Lugano"

Lugano | ph. di Christian Zuercher allo Spazio Espositivo Pretto di Trento

Tutti e tre sono fotografi, ma uno è anche l'autore (quello a sinistra, Christian Zuercher), uno è il curatore e stampatore (al centro, Luca Chistè) e uno è quello che ha digitalizzato i negativi dell'autore (a destra, Raffaello Conti di Digital Fidelity di Roma). Insomma una "squadra"...

“TERRA MURATA: l’ex-carcere di Procida”

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« TERRA MURATA »

l’ex-carcere di Procida

indagine fotografica di Luigi Lauro

Terra Murata | ph. Luigi Lauro ©

INAUGURAZIONE

venerdi 25 luglio | ore 19.00 |

PROCIDA - Chiesa di S. Margherita

* * *

2014 > 25.07 – 17.08


“Terra Murata”, oltre ad essere l’affascinante nome del centro storico dell’isola di Procida, è anche l’emblematico titolo di questa rassegna, monograficamente dedicata all’ex-carcere dell’Isola di Procida.

Realizzata da Luigi Lauro e curata da Phf Photoforma (editing, post-produzione e stampa delle 45 immagini che compongono il percorso visivo), la rassegna sarà inaugurata a Procida venerdì 25 luglio p.v. ad ore 19.00.

La struttura narrativa della rassegna, ideata con un percorso che vuole rendere conto della vastità degli ambienti carcerari e delle sopravvivenze segniche che in essi si affollano, è pensata come ad una regia dello sguardo: vi sono tre distinti capitoli, che si differenziano e si susseguono, con alcune emblematiche immagini di passaggio.

La rassegna si apre quindi con una serie di fotografie di “Contesto” che descrivono, in maniera documentaristica ed espressiva, l’ambito topologico del carcere. Il ritmo di alcune immagini di collegamento, ci porta al secondo percorso visivo: “Ambienti”. Luoghi rarefatti, ricoperti dalla coltre del tempo, ma nei quali si respira ancora, con profonda partecipazione emotiva, l’esperienza di vita di coloro che hanno abitato questi spazi.

La terza area, quella chiamata “Segni del tempo”, rende evidente, sotto il profilo concettuale, il tema della memoria. Una sorta di archeologia fotografico/visiva capace di restituire alla luce le tracce umane di chi non c’è più e di far emergere alla nostra coscienza, attraverso la potenza del segno e dei molti simboli indagati dall’autore, quale sia la dimensione del tempo che, incessantemente e con il suo inarrestabile fluire, ci ricorda che in questo silenzio e in alcuni terribili luoghi, persone “vive”, hanno consumato la loro esistenza.

Per maggiori informazioni sul lavoro e il percorso espositivo vi invito a consultare il seguente website, specificatamente ideato per l'evento:

»» www.ex-carcere-procida.it

Un caro saluto a tutti,

Luca Chistè | © luglio 2014 |

Terra Murata | ph. Luigi Lauro ©

“Eyes wide shut” inaugurata allo Spazio Pretto

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G. Beltrame | Eyes wide shut | Spazio Espositivo Pretto di Trento | rassegna a cura di Phf Photoforma / Luca Chistè

l'Iphoneography di Giancarlo Beltrame
allo Spazio Espositivo Pretto di Trento

presente all'inaugurazione anche Sandro Iovine


rassegna a cura di Phf Photoforma / Luca Chistè

LINKS DI APPROFONDIMENTO:

» Spazio Espositivo Pretto | webpage di G. Beltrame
» Flyer della rassegna
» G. Beltrame | Flickr
» Paper sull'Iphoneography (L. Chistè & G. Beltrame)

Ha avuto luogo venerdì 6 giugno la vernice dell'interessante rassegna di Giancarlo Beltrame dedicata all'Iphoneography.

Giancarlo Beltrame, grande conoscitore di cinema (è stato giornalista, critico e docente di semiologia del cinema alla Facoltà di Verona), è già affermato nel campo dell'Iphoneography ed ha esposto i propri lavori sia in Italia, sia negli Stati Uniti.

G. Beltrame | Eyes wide shut | Spazio Espositivo Pretto di Trento | rassegna a cura di Phf Photoforma / Luca Chistè

Il lavoro di Giancarlo Beltrame appare fortemente influenzato da determinanti autobiografiche, attinte da una sorta di universo onirico e da molti "frames" - ispirati a precise sequenze cinematografiche. Si tratta di una visione che ci consente, come già evidenziato nella presentazione del suo lavoro, di compiere un viaggio entro le aree più rarefatte della nostra coscienza, portando all'attenzione dello spettatore una visione di confortante energia e ritrovato spazio per il nostro immaginario visivo più recondito e creativo.

La rassegna, partecipata da un pubblico numeroso ed attento al lavoro dell'autore, è stata arricchita dalla gradita presenza e dall'intervento di Sandro Iovine che, nel week-end del 7 ed 8 giugno, ha ideato a Trento un interessante workshop sul linguaggio fotografico.

Con "Eyes wide shut", la programmazione espositiva di Phf Photoforma presso lo Spazio Pretto di Trento giunge alla 14^ edizione, con altrettanti autori e un vasto pubblico al seguito che, dalle domande che quasi settimanalmente provengono per l'utilizzo dello spazio da parte dei fotografi, dimostrano che questa formula è stata decisamente apprezzata.

La rassegna rimarrà aperta al pubblico fino al 6 di luglio ed è visibile, come di consueto, h/24. Tuttavia, per cogliere un maggior effetto visivo, se ne consiglia la visita in orario tardo/serale o notturno.

G. Beltrame | Eyes wide shut | Spazio Espositivo Pretto di Trento | rassegna a cura di Phf Photoforma / Luca Chistè

Questo progetto sulla fotografia non sarebbe stato ovviamente possibile se ad esso non avesse creduto la famiglia Pretto che qui, pertanto, desidero pubblicamente ringraziare.

In attesa dei prossimi eventi (diversi quelli allo studio e in fase di preparazione), colgo l'occasione per augurare ai lettori di questo spazio, i migliori auguri per una serena e distensiva estate.

Luca Chistè | © giugno 2014 |

G. Beltrame | Eyes wide shut | Spazio Espositivo Pretto di Trento | rassegna a cura di Phf Photoforma / Luca Chistè

[ Alcuni dei figuri che si aggirano alle inaugurazioni dello Spazio Espositivo Pretto.. Due affascinanti intellettuali, importanti "compagni di viaggio" nel mio percorso sulla fotografia: Alessandro Franceschini (sx) e Danilo Balzan (dx) ]

tutte le foto sono di Luca Chistè ©

« EYES WIDE SHUT » G. Beltrame allo Spazio Espositivo Pretto di Trento

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EYES WIDE SHUT | ph. G. Beltrame ©

« EYES WIDE SHUT »
:: rassegna fotografica di Giancarlo Beltrame ::

IPHONEOGRAPHY | FINE-ART PRINTS
SPAZIO ESPOSITIVO PRETTO | TRENTO |
2014 > 06.06 / 06.07

INAUGURAZIONE CON L'AUTORE
VENERDI' 6 GIUGNO | ORE 18.45 |

Cari amici,

ho il piacere di invitarvi alla rassegna di Iphoneography: “Eye wide shut” del fotografo e studioso di cinema Giancarlo Beltrame.

La rassegna, il cui titolo è basato sul celebre film di S. Kubrick ("Eyes wide shut" è un ossimoro, diversamente - e difficilmente - traducibile dall'inglese come: "Occhi spalancati chiusi" o "Occhi apertamente chiusi"), rappresenta un interessante percorso visivo di Giancarlo Beltrame, straordinario conoscitore del cinema e appassionato fotografo-ricercatore di Iphoneography.

Le sue inquietanti ed oniriche rappresentazioni, basate sull’ossessiva presenza di multiformi occhi, indagano e scrutano il mondo delle cose e degli uomini. Le immagini, comprendendo moltissimi rimandi autobiografici dell’autore (ivi compresi alcuni "frames" cinematografici di celebri film amati dall’autore), offrono, nella concettualità dello sguardo, la possibilità di compiere un viaggio entro le aree più rarefatte della nostra coscienza, portando all'attenzione dello spettatore una visione di confortante energia e ritrovato spazio per il nostro immaginario visivo più recondito e creativo.

Giancarlo Beltrame, con il quale ho avuto piacere di co-produrre un paper dedicato all'Iphoneography, un segmento di ricerca fotografica che sta mostrando segnali di grande sviluppo all'interno del più ampio contesto della "mobile-art", sarà presente il giorno dell’inaugurazione, venerdì 6 giugno – ad ore 18.45 – presso lo Spazio Pretto di Trento, ubicato in p.zza San Benedetto (questa piazza è un collegamento fra le due importanti vie cittadine di Via Oss Mazzurana e di Via Belenzani).

Dopo la presentazione è previsto un piacevole rinfresco.

Auspicando di potervi incontrare numerosi, vi invio i miei più cordiali saluti, chiedendovi di diffondere la notizia a coloro che ritenete possano essere interessati a questo evento.

Grazie!...

Luca Chistè / Phf Photoforma

NOTA BENE: la gallery completa della rassegna sarà online dopo la vernice

LINKS DI APPROFONDIMENTO


» Webpage dell'autore | www.prettoexpo.org

» Flyer dell'evento

» Paper sull'Iphoneography

» Phf Photoforma website


Phf Photoforma & Spazio Espositivo Pretto



Eyes wide shut | ph. G. Beltrame ©



ISLANDA – paesaggi fotografici

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Sentieri Urbani n.ro 12 | cover

I S L A N D A  |  I C E L A N D
::  paesaggi fotografici di Luca Chistè  ::

stampe fine-art prints
formati 59,4x42cm (A2) 59,4x88cm (A1)
panoramiche di altezza 42 o 58cm.

»» GALLERY FOTOGRAFICA ««

Islanda: si scrive “Iceland” in inglese e si pronuncia Natura, con la N maiuscola, senza sconti per nessuno.
Un habitat nel quale gli elementi essenziali legati all'esistenza del pianeta si amalgamano per lasciare all'uomo una sola possibilità: quella di interrogarsi sul rapporto che egli intrattiene con i suoi simili e con la Natura. Non è un caso che Leopardi abbia intitolato una delle sue più celebri operette morali: "Dialogo della natura con un islandese"...
Sentieri Urbani n.ro 12 | cover In relazione agli elementi naturali che caratterizzano l’ambiente islandese, qui non c'è spazio di mediazione. Gli uomini di questo luogo hanno saputo sfruttare, con sapienza e senso della sfida, le risorse che la natura, ostile nella manifestazione degli elementi naturali, ma generosa nell'offrire energia "pulita" a basso costo di produzione e insignificante impatto ambientale, ha loro offerto. Su quest’immensa Isola, si sfrutta, solo in minima parte rispetto al potenziale disponibile, l'energia geotermica e quella derivante dagli immensi e tumultuosi corsi d'acqua che producono altra energia: quella elettrica. Non è un caso che l’acqua esca dai rubinetti delle case immediatamente bollente o che Reikiavik, affascinante e lunare capitale di Iceland, sia illuminata, nei periodi più bui, sempre a giorno.
Un viaggio intenso, nel quale il freddo del disgelo primaverile, si è accompagnato a giornate color dell'oro, considerando che la qualità della luce e la forza dei colori derivanti da un’aria tersa e dal sole radente sull’orizzonte producono scenari di una bellezza infinita.
Ghiacciai millenari, fra i più grandi del mondo, convivono con vulcani attivi, abbracciati entrambi dalla potenza dei venti e dal mare che, sempre gelido e tumultuoso, ammonisce dalla costa, con i suoi colori cupi, gli islandesi. Sembra quasi, ascoltandone attentamente il sussurro, voglia dire: “Ricordatevi che qui siete un fortuito caso delle probabilità evolutive... Potete sopravvivere, ma le leggi sono dettate da Madre Natura”. Non esiste infatti, rispetto al clima, nessuno che sia più serafico di un islandese nell’accettazione dei “verdetti” climatici, la cui mutevolezza sembra figlia della isterica collera di un Dio imbronciato.
Sentieri Urbani n.ro 12 | cover Qui i paesaggi sono rappresentati da immensi spazi aperti, senza occlusione dello sguardo che divengono, ad osservarli con attenzione, liberi spazi per la mente. Ambienti lontani anni luce da quegli "sguardi occlusi", simmetrici significanti di pensieri talvolta anch'essi troppo ristretti, che caratterizzo il nostro localistico habitat.
Paesaggi scarsamente antropizzati: per lo più piccoli villaggi o gruppi di case sparse che s’incistano, armoniosamente, su immense rocce vulcaniche che, a sfiorarle, sembrano ancora vive ... Areali immensi, color della pece, si contrappongo a spazi deserti in cui domina il verde smeraldo dei licheni, morbidissimi e soffici od a quello di spazi lacustri, per lo più residuali dello scioglimento delle nevi, color dell'inchiostro da calamaio. Un paesaggio di una bellezza mozzafiato, che lascia, ad ogni sguardo, un'opportunità per lasciarsi sorprendere e riflettere...
Per interpretare fotograficamente l'Islanda servono molti ingredienti: il primo e il più importante è il rispetto dei luoghi che si attraversano. E’ necessario comprendere, empaticamente, questo ambiente e questa natura. A questa ipotesi mentale è necessario aggiungere competenze tecniche ed equipaggiamenti che devono essere capaci di misurarsi con l'asprezza del clima, la cui mutevolezza, come già accennato, è una costante esistenziale che appartiene allo spirito di ogni islandese.

Sentieri Urbani n.ro 12 | cover ASPETTI TECNICI SULLE RIPRESE

Entrando più nello specifico, ho particolarmente apprezzato, mai come in questo caso, la tropicalizzazione di alcune camere che ho impiegato nelle mie riprese (la Fuji-XT1 e la Nikon D700).
In giornate di pioggia battente, proveniente da qualunque direzione e senza nessun preavviso, la garanzia che almeno il corpo macchina non avrebbe risentito delle avverse condizioni meteo, è stata una clausola di garanzia per la mia interpretazione fotografica di Iceland. Sentieri Urbani n.ro 12 | cover
      [ Riprese in Islanda: uno scatto mentre sto fotografando realizzato da Fulvio Giovannini ]

Per cercare di restituire il senso d’identità a questi territori, sono partito dall'Italia con un chiaro progetto interpretativo, sapendo che avrei usato, per questi immensi e dilatati spazi, l’uso di riprese panoramiche. Una scelta resa possibile, sotto il profilo tecnico, dall’impiego di una testa professionale panoramica Manfrotto (303 SPH). Sia con la funzione “fluida”, davvero sorprendente, di cui sono dotate le Fuji-X, sia con le sequenze ad intervalli angolari pre-impostabili in funzione della lunghezza focale impiegata con la D700, ho ottenuto immagini puntualmente corrette sotto il profilo dello “Stitching” (cucitura…) fotografico.
Sentieri Urbani n.ro 12 | cover Le gallery che propongo con questo articolo contiene sia viste paesaggistiche (scatti panoramici e scatti singoli con numerose riprese eseguite con il magnifico “Touit” Zeiss 12/2,8 specificamente progettato per attacco Fuji-X), sia un lavoro monografico su Reikiavik.
Nonostante la numerosità degli scatti, il lavoro deve considerarsi incompleto o, quanto meno "working in progress". Preciso anche che la scelta di pubblicare molte fotografie senza una selezione troppo ragionata è del tutto intenzionale...
Una scelta figlia di un pensiero molto semplice: so che ritornerò in Islanda (presto) e so che, se la vita e la salute mi assisteranno, verrà un tempo in cui cercherò di trasferirmi lì per un lungo, forse lunghissimo, periodo…
Sentieri Urbani n.ro 12 | cover
Vivere con un sogno, che si ripresenta talvolta con i magnifici colori di questi luoghi, rende meno buio il nostro quotidiano incedere.
Un saluto e un ringraziamento particolare a Massimo Boscheri della Libreria/Viaggeria di Trento ed a Roberto Socin, leggendario tour-leader di questo spettacolare viaggio introduttivo all’Islanda da cui molto ho compreso sulle abitudini ed il territorio di questa Isola.

Luca Chistè / Phf Photoforma    © aprile 2014

Sentieri Urbani n.ro 12 | cover

SENTIERI URBANI N.RO 12

Sentieri Urbani n.ro 12 | cover

SENTIERI URBANI
n.ro 12

DISPONIBILE AL DOWNLOAD
il n.ro 12 della rivista SENTIERI URBANI

E' disponibile al download il n.ro 12 di "Sentieri Urbani", la rivista della sezione Trentino dell’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU)

Ho il piacere di segnalare che per l'articolo: "Il quartiere di Madonna Bianca e Villazzano 3" sono state pubblicate alcune delle immagini impiegate nella rassegna promossa dall'Itea e riprese con il drone..

LINK PER IL DOWNLOAD DELLA RIVISTA:

»» SENTIERI URBANI N.RO 12

Sentieri Urbani n.ro 12 | Madonna Bianca - ph. Luca Chistè - ©

Sentieri Urbani n.ro 12 | Madonna Bianca - ph. Luca Chistè - ©

Sentieri Urbani n.ro 3 | Madonna Bianca - ph. Luca Chistè - ©