“Iphone Photography” : una riflessione e una nuova gallery…

Per accedere alla gallery “Urban Leaves” click sulla foto o | QUI |

Cari amici,

in margine agli interessanti commenti pervenuti da Michele Fronza, Fabio Maione, Andrea Dallapè ed Enrico Fuochi (tutte persone che dimostrano, da sempre, un grande amore per la fotografia ed una notevole competenza tecnico/critica e che vi invito a (ri)leggere a questo link: | [COMMENTI AL POST SULLA FOTOGRAFIA CON L'IPHONE]), mi sembrava utile ragionare ancora sul post dell’Iphone. Trovo sia utile commentare le osservazioni giunte e offrire una piccola panoramica su ciò che accade nel mondo.
Insieme alle mie personali considerazioni, inoltre, ho deciso di pubblicare un’altra piccola testimonianza fotografica, realizzata con il “mezzo” in questione (Iphone & “Hipstamatic” app).

La prima cosa che colpisce leggendo le osservazioni è che, per ciascuno degli autori, il “mezzo” impiegato per realizzare le immagini ha una valenza del tutto relativa.

Emblematica (e da me ampliamente condivisa in altri contesti e circostanze, soprattutto quelle formative), è l’osservazione di Enrico Fuochi: è vero che Man Ray si dimostrava infastidito da chi, versus il “perché”, ostinatamente gli chiedeva conto del “come” avesse ottenuto certe immagini (il riferimento era alle sue solarizzazioni).
Analogo il discorso di Fabio Maione e Andrea Dallapè.

Per entrambi “il mezzo” è utile solo nella misura o nella prospettiva in cui è capace di produrre, sotto il profilo del risultato, un’impronta visiva capace di esprimere un discorso o trasmettere dei significati…
Il primato del “voler vedere ciò che è”, rispetto al “sapere come è stato fatto”, appare definito in maniera inequivocabile in tutti gli interventi.

Nonostante io sostenga da sempre l’opinione che “tecnica” e “risultato”, siano, soprattutto per la fotografia, due facce (inscindibili) dello stesso atto creativo fotografico, è altrettanto vero che non è possibile disconoscere, con l’incedere delle nuove tecnologie digitali, nuove prospettive alla fotografia.

Emblematica è quella che io connoterei (ancorché con i rischi epistemologici e metodologici del caso), oggi, come “fotografia sociale di massa”.

Con questa definizione, preciso che non intendo riferirmi a quella fotografia, storicamente connotata e chiamata “sociale” di Hine, Brady, Riis, Eddie Adams e molti altri fotografi che, attraverso il mezzo fotografico, hanno dissezionato alcune realtà storico/sociali della nostra contemporaneità. Qui voglio tentare una classificazione per quel tipo di fotografia che, in maniera del tutto innovativa e grazie alla compresenza di strumenti di dilatazione della visibilità delle immagini di ciascuno di noi (il web), sta radicalmente ridefinendo, attraverso i miliardi di fotografie riprese e messe online (istantanee , racconti, ricerche, ecc..),  le nostre coordinate comunicative.

Questo immenso archivio umano/fotografico,  in taluni casi assai pregevole sotto il profilo espressivo e/o dell’esecuzione formale, rappresenta una sorta di “acting-out” collettivo che diviene organizzazione della “memoria sociale” grazie ai giganteschi concentratori di archivi fotografici digitali (Flickr, Facebook, Twitter, solo per citarne alcuni) e che, nel giro di pochi anni, potrebbe costituire (problemi di storage a parte) uno spaccato universale sulla nostra storia sociale per immagini.

Preciso che a questo livello di argomentazione, il discorso sulla qualità tecnica assegnabile a questo tipo di immagini è lontano anni luce da ciò che sto dicendo (ed in questo specifico contesto non mi interessa affatto affrontare il “problema”).

Piaccia o meno ai critici, agli storici ed ai fotografi, questo fenomeno è praticato, vivo e destinato a svilupparsi ancor più nel prossimo futuro da parte di tutte le persone che abitano il globo.

Ed è a questo punto, credo, che diviene importante il pensiero di  Michele Fronza.

La sua osservazione rinvia a quella che, credo opportunamente,  sia la domanda più importante sulla fotografia contemporanea: quale spazio e quale valore è possibile, oggi, assegnare alla nostra produzione fotografica??..

Analizzando i dati ed osservando le tendenze, si sarebbe portati a dire, con una sovra-semplificata visione tecnico/economica del problema, che l’enorme inflazione di immagini a cui siamo quotidianamente abituati, rende il valore relativo di un’opera, sotto i l profilo strettamente commerciale (o meglio, della sua commerciabilità..)  assai basso.

Nessuno, probabilmente, sarebbe disposto ad acquistare un “bene” (abbandoniamo per un istante la prospettiva artistica e quella affettiva ed assumiamo, empaticamente, l’ipotesi di chi compera, investendovi dei soldi, una fotografia) sapendo che di esso, oltre alle potenziali “tirature”, è possibile che vi siamo centinaia  di esemplari (se non proprio uguali) simili.

Su questo specifico aspetto, gli elementi da portare all’analisi sono tanti e assolutamente vasti: il lavoro e il valore delle gallerie che curano i fotografi, i comportamenti dei fotografi medesimi (la loro “trasparenza” sulla certificazione del numero di copie prodotte, dei materiali impiegati, la durabilità certificabile delle opere, ecc..) , il retroterra culturale del paese in cui si suppone possano vendersi le immagini (un conto è vendere in Italia, un conto è vendere negli Stati Uniti) sono solo alcuni degli elementi che devono essere considerati.

A questo livello, il ragionamento diviene molto complicato e, soprattutto, assai specialistico.

La mia riflessione muove, invece, dalla istantaneità (quello che ho chiamato “effetto Polaroid” dell’Iphone e del nostro tempo digitale) e dalla condivisibilità, rapidissima, delle immagini e dal considerare, in una prospettiva artistica e sociologica, quale possa essere (o divenire) in futuro il ruolo della fotografia.

L’emblematico titolo dell’applicazione “Hipstamatic” prodotta per l’Iphone, rinvia a quello che può essere un “modo di essere nel mondo” e che ha una sua precisa identità socioculturale (peraltro storicamente connotabile).

Scrive infatti Benedetta Perilli sull’edizione online di “la Repubblica.it”:

Secondo lo Urban Dictionary, il più autorevole vocabolario online di linguaggio urbano, “hipster”, che deriva dal termine slang hip ovvero “informato sulle ultime mode”, è una sottocultura di persone tra i 20 e i 30 anni che crede nel pensiero indipendente, nell’anticonformismo, nella creatività, nell’arte e nella musica indie. Nato intorno all’inizio del 2000 nel quartiere di Williamsburg, New York, e poi diffusosi in tutto il mondo, “l’hipsterism” raccoglie intorno a sé giovani istruiti che spesso lavorano nel mondo dell’arte, della musica e della moda e rifiutano i canoni estetici della cultura Usa. Non sono radical chic, né bohemien o neo-liberal. Quello che li differenzia da questi gruppi è la mancanza di intenti politici. Non rivendicano alcuna appartenenza politica, perché volutamente indipendenti da ogni regola. Non vogliono essere catalogati e eludono l’attualità: tranne, ovviamente, per quel che riguarda musica e moda. [...]

Le iniziative sulle proposte di rappresentare le immagini eseguite con l’Iphone e con certe APP dell’Iphone sul web si stanno moltiplicando. Non ci credete?… Ecco alcuni esempi (in uno di questi siti, peraltro, è stata pubblicato anche il riferimento alla gallery che avevo qui proposto):

http://community.hipstamatic.com/recent_entries

http://community.hipstamatic.com/contests

http://hipstographer.co.uk/

http://hipstographer.co.uk/page/3

http://thursmorningproject.blogspot.com/

Nel frattempo, pur continuando le mie ricerche con attrezzature molto più “tradizionali” (grande e medio formato analogico b/w, fotografia digitale a colori e con mezzi capaci di avere una qualità indiscutibilmente più elevata di quella ottenibile da un Iphone), ho  piacere di condividere con voi un piccolo racconto monografico (Ihpone Hisptamatic #02) sempre legato al tema dell’inverno.

“Affettuosamente”, e per praticità di utilizzo su Twitter e/o vari blog internazionali “hipster-oriented” (?!), ho pensato di nominare questa ricerca, in inglese, con il nome: “Urban Leaves”..

Sono fotografie di foglie…
Certo non belle come quelle dell’amico Michele Vettorazzi che su questo tema ha addirittura (qualche anno fa) fatto una mostra…

Le foglie, quintessenza dell’effimero, sono confuse, mescolate o appiccicate sulla molteplice materia di cui si compone il nostro tessuto urbano e possono restituire, ad un’osservazione non affrettata, qualche suggestione sulla ineluttabilità del tempo e di come tutte le cose, prima o poi, siano destinate a finire…
Nulla di nuovo, quindi, sotto quel profilo simbolico che, in termini espressivi, caratterizza sempre più spesso la mia (esistenzialistica) visione del mondo attraverso il medium fotografico..

Spero che il dibattito possa continuare e svilupparsi ancora…

Un doveroso ringraziamento rivolgo a coloro che, oltre ad aver discusso delle cose qui proposte, hanno trovato il tempo e la pazienza per renderle pubbliche. Oltre alle persone citate, saluto con affetto Dylan, sensibile fotografo di cui spero di poter a breve parlare…

Grazie…

Luca Chistè | © dicembre 2010 |

Calendario Phf Photoforma 2011 | auguri con gli autori

per accedere al calendario click sulla foto o | QUI |

Per festeggiare il nuovo anno, Phf Photoforma ha predisposto un semplice calendario (consultabile online e/o stampabile, liberamente, in formato A4) che contiene tre immagini per ciascuno dei quattro autori che hanno preso parte al progetto espositivo 2010.

In stretto ordine alfabetico, le immagini che accompagnano questo calendario sono di Robert AKRAWI (“Unaltered Cameroon”), Luca CAZZANELLI (“Paesaggi dell’anima”), Fabio MAIONE (“Paesaggi minimi”) e Umberto SOMMARUGA (“Cuba”).

Questo semplice progetto, oltre a testimoniare l’esperienza sin qui condotta con gli autori di Phf Photoforma, introduce all’ipotesi di pubblicare un catalogo delle rassegne (in realtà sarà un “Quaderno”, inaugurante una, auspicabilmente lunga, serie di piccole pubblicazioni dedicate agli autori che graviteranno sullo Spazio Espositivo Pretto di Trento).

La gallery del calendario, le diverse modalità di visualizzazione (una  a scorrimento orizzontale ed una verticale) e la versione PDF per l’eventuale stampa, sono raggiungibili al seguente link:

» Calendario Phf Photoforma 2011

L’invito che vi rivolgo, oltre a quello di curiosare fra le foto del calendario e/o a scaricare la versione PDF di questo progetto grafico, è di tenere “monitorata” l’attività di Phf Photoforma, collegandovi o a questo Blog o ai seguenti links:

» http://www.prettoexpo.org

» http://lucachiste.com

Rimane ovviamente da dire la cosa più importante: a tutti i lettori del blog e alle loro famiglie, tanti auguri di Buone Feste e di un Felice Anno Nuovo, che speriamo possa ispirarsi, con un po’ di buon senso e di ritrovata ragione, alla pace e all’armonia fra le persone ed i popoli.

Un caro saluto a tutti i lettori,

Luca Chistè | Phf Photoforma |

Nota importante:

La foto di copertina del calendario 2011 è di Umberto Sommaruga.
Questa immagine si è aggiudicata negli Stati Uniti il BRONZE AWARD, al B&W SINGLE IMAGE CONTEST nella sezione PHOTOJOURNALISM DOCUMENTARY indetto dalla prestigiosa rivista B&W dedicata alla fotografia fine-art in bianco/nero.
Un complimento ad Umberto e, ovviamente, felici di aver contribuito al suo meritatissimo percorso artistico!!…

Luigi Lauro | “Elemento acqua – elemento terra”

Per accedere alla gallery di Luigi Lauro clIck sulla foto o | QUI |

Dall’8 dicembre Luigi Lauro espone una serie di proprie fotografie presso la sede del Circolo del Bridge di Trento (ubicato nella zona sud della città e, più precisamente, in Via Fersina, 21).
Il titolo della rassegna è “Elemento acqua | elemento terra”.
Si tratta di immagini molto intimistiche e ricche di particolare atmosfera.
Vi invito quindi a consultare la sua gallery fotografica e, se avrete il piacere di farlo, visitare la rassegna a Trento ed a leggere la presentazione di questo lavoro.

» Luigi Lauro | elemento acqua | elemento terra [presentazione]

Rivolgo quindi un ringraziamento ed un augurio particolare a Luigi, la cui umanità e lucidità intellettuale mi hanno profondamente colpito..

Luca Chistè | dicembre 2010 © |

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Per informazioni sulla rassegna e/o gli orari di apertura, è possibile contattare direttamente l’autore:

» Luigi Lauro [e-mail]

TELECOM |un’indagine tematica sul paesaggio urbano

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Dopo aver presentato questo progetto fotografico a Pergine (uno slide-show con accompagnamento musicale), ho deciso di pubblicare gli scatti di questo “nuovo” lavoro a cui mi sono dedicato a partire dal 2007.

A seguito dell’ampia diffusione dei cellulari, Telecom Italia sta attuando un piano di dismissione delle cabine telefoniche pubbliche.
L’authority ha decretato che il numero complessivo delle postazioni telefoniche pubbliche (PPT) esistenti può essere progressivamente ridotto.
Ogni anno, pertanto, 30.000 telefoni pubblici saranno rimossi.
Le cabine Telecom sono state, e lo sono tuttora, parte integrante del nostro paesaggio urbano.

Come spesso accade per infrastrutture dedicate ad un pubblico servizio, le cabine telefoniche sono diventate un luogo dove i writers, le persone comuni e, soprattutto il tempo, hanno costruito, spesso senza volerlo, piccole storie..
“Impronte” di un passaggio, di una comunicazione estemporanea e di un tempo che tutto logora e che, anche su questi manufatti, finisce con lo scavare segni profondi ed indelebili..
Di più, questo lavoro, a cui attribuisco un particolare valore concettuale, sotto il profilo simbolico mi pare possa rappresentare questo nostro momento storico, caratterizzato da una decomposizione valoriale che appare ineluttabile, barbara e senza fine e che, sempre più spesso, ci fa dimenticare di appartenere ad una società civile..

Questa ricerca, iniziata come detto nel nel 2007 ed in parallelo al lavoro: “In the bar”, prosegue l’idea che è possibile trovare immagini interessanti nelle cose di tutti i giorni e che, troppo spesso, diamo per scontate..

Come tutte le ricerche che rappresentano la mia visione sul paesaggio urbano contemporaneo, anche questa, al pari di “Urban pola portraits” [si veda QUI per la gallery relativa) è rigorosamente “working in progress” e, pertanto, questa selezione è un concentrato ristretto di immagini rispetto al materiale disponibile che, con intatta passione, raccolgo da moltissimo tempo..

Luca Chistè | dicembre 2010 | ©

Watching #007 | Bogdan Panait | fotografo rumeno

Bogdan Panait © | per accedere alle immagini click | QUI |

Bogdan Panait
Interessantissimo fotografo rumeno.
Gustatevi queste splendide e liriche immagini di paesaggio .
La gestione della luce da parte di questo fotografo denota una così raffinata sapienza tecnica, che sembra capace di spingerci oltre i limiti della latitudine di posa del materiale sensibile (non sto ovviamente riferendomi all’HDR..).
Vi confesso di sentirmi davvero molto vicino, sotto il profilo dell’interpretazione metafisica del paesaggio, con la serie di immagini a cui vi ho rimandato direttamente con il link in apertura, anche se l’invito che vi rivolgo, ovviamente, è quello di visionare il suo sito (peraltro molto bello anch’esso)…
Segnate questo nome, Bodan Panait, fra i vostri preferiti e fatevi click ogni qualvolta volete sentirvi ispirati da autentica fotografia fine-art d’autore.
Personalmente, lo trovo imperdibile..

Luca Chistè ©

Watching #006 | Se amate la neve: “Let it snow!”

Let it snow!

Per accedere alle immagini click sulla foto o | QUI |

Splendida serie di immagini dedicate monograficamente al tema della neve.
Molteplicità di approcci per un tema che è quanto mai d’attualità in Europa ed in gran parte del mondo.
Per la stagione invernale, ma anche per le conseguenze climatiche..

Il sito è quello di “Boston.com”…
Vi consiglio di aggiungerlo ai vostri preferiti…

Luca Chistè ©

Watching #005 | TRIANGULATION BLOG by Emilio Gomariz

Per accedere al blog di Emilio Gomariz click sulla foto o | QUI |

Ecco un bellissimo blog da navigare e scoprire. Molte fotografie interessanti, fra le quali segnali quelle, assai cromatiche ed “inquietanti”, del fotografo Mark Leibowitz.
Movimento e colore, nella serie proposta sul blog dal bravo designer Emilio Gomariz, che non possono non sorprenderci.
Raccomandata una visita non frugale e con la mente libera..

Luca Chistè ©

Fotografia con l’Iphone | considerazioni e risorse…

per accedere alla gallery click sulla foto o | QUI |

Come possiamo considerare la fotografia fatta dai dispositivi mobili e, più peculiarmente, quella fatta con l’Iphone??… Possiamo liquidarla o snobbarla, o dobbiamo considerarla come un genere capace di proporsi con una sua specifica “filosofia” e stile di visione??.. E’  azzardato sostenere che, per immediatezza e facilità di “elaborazione” (ottenuta grazie ad alcune specifiche applicazioni digitali dedicate), per la semplicità d’uso (“point and shoot”) e per distribuzione (di massa) l’Iphone possa assimilarsi alla polaroid di un tempo??…

Di questa evidenza concettuale ho già espresso alcune considerazioni  accompagnando la mia gallery fotografica che ha (l’emblematico) titolo: “Urban pola portrait“.

Non sarebbe inverosimile (ed in qualche contesto forse è già accaduto) che un giorno, ad una rassegna di arte contemporanea, insieme a qualche “vintage” Polaroid, gli spettatori si trovassero immagini (stampate auspicabilmente in maniera proporzionale alla qualità dei sensori che accompagnano gli Iphone) con la didascalia: “Iphone photo-print”…

Tanto più che, alcune applicazioni, emulano abbastanza efficacemente (sul termine “abbastanza dobbiamo comunque riflettere) sia gli effetti di una polaroid, sia quelli ottenuti dalle fotocamere Holga (su cui intendo ritornare con un approfondimento) e quindi ispirate alla “lomography” (Lomografia, si veda, per un primo approccio il sito italiano al seguente link:

8 Lomography.it

In ultima analisi, si tratta di un mondo che non va liquidato con troppa semplicità (e con il consueto qualunquismo o, peggio ancora, snobismo…) e che, soprattutto nella prospettiva di una comprensione sociologica sull’uso dell’immagine (sia essa prodotta, sia essa fruita), deve essere considerato come possibile oggetto di indagine.

Come sempre, oltre ad aggiungere in calce alcune fra le più interessanti APP dedicate alla fotografia registrabile con l’Iphone (che ho avuto anche il piacere di provare personalmente), vi invito a guardare alcune immagini (rigorosamente “Urban Landscape”), riprese in questi giorni, con l’atmosfera nevosa e assai affascinante grazie alla bellissima (e, come design, graficamente ineccepibile) APP “Hipstamatic“…

Galleries fotografiche
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» [new] Immagini riprese con l’APP Hipstamatic (solo foto da Iphone)

» Urban Pola Portrait (immagini ottenute anche, ma non solo, da Iphone)

Applicazioni utili per la fotografia con la Iphone
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» Hipstamatic

» Filterstorm

» Polarize

» Panoramatic 360

» ShakeIt

» Super Camera 2: ALL-IN-1

» Brushes (grafico; gestisce i livelli)

Luca Chistè ©

Nikon D7000 | recensione di Dpreview

 

L’autorevole Dpreview ha pubblicato una delle sue celeberrime recensioni sulla Nilon D7000.

Fate click qui per visionarla (in lingua inglese, of course..)…

8  http://www.dpreview.com/reviews/nikond7000/

Vi ricordo che sul Blog è disponibile per una lettura immediata l’RSS-feed (cioè gli aggiornamenti in tempo reale) di Dpreview dove è possibile trovare articoli specialistici sulla fotografia contemporanea di altissimo livello..

Buona (approfondita) lettura!…

Luca Chistè (©)

Watching #004 | grafica di eccellenza..

 

 

Conoscete, credo, la mia passione per la grafica ed il webdesign.
Una passione che, ormai da qualche anno, accompagna il mio (insostituibile) amore per la fotografia..

Con questo post, quindi, stavolta voglio segnalarvi una bella selezione (cibo per la mente e per offrire una ventata di aria fresca alle nostre stantie idee..) di poster, realizzati con tecniche grafiche di eccellenza.

Se vi interessa l’argomento fate click qui:

8  http://tiny.cc/2z94w

Credo sia, per gli appassionati del genere, una buona fonte di ispirazione…

Luca Chistè ©