GALLERIES AUTORI: GIULIA AZZETTI

| click sulla foto per accedere alla gallery |

Giulia Azzetti: “Frammenti di viaggio”

Alla lista degli autori (che sta riscontrando diversi e significativi apprezzamenti..) si aggiunge ora la gallery della trentina Giulia Azzetti.
Giulia è una “giovane” socia del Gruppo Fotoamatori Pergine a cui ho chiesto di pubblicare sul blog l’abstract di un più ampio lavoro presentato, con esito molto soddisfacente, proprio al circolo di Pergine qualche tempo fa.
Il lavoro di Giulia è pienamente iscritto nel filone della fotografia di viaggio. Si tratta di un genere difficile da affrontare poiché il rischio di esporsi ad una sorta di involontario, quanto spesso ineludibile, “neo-colonialismo visivo” rende spesso incerto (e delicato) il confine della effettiva qualità di un racconto fotografico di questo tipo. La suggestione dei luoghi e le notevoli diversità situazionali rappresentate da questa tipologia di immagini rischiano di operare una distorsione della percezione.
Come a dire, facendo l’esempio di una ipotetica ricerca sui bambini, che potrebbe capitarci di osservare molte brutte foto di bambini meravigliosi… Ai nostri occhi, prescindendo dalla effettiva qualità fotografica dello studio, quei bambini potrebbero essere comunque interessanti o molto belli..
Giulia, invece (e fortunatamente..), con il proprio lavoro è rimasta al di fuori di questa eventualità..
Le sue immagini, in accordo ad un’analisi “linguistica” del suo lavoro, mantengono elevato sia il profilo denotativo (gli aspetti più descrittivi e immediatamente decodificabili dai fruitori), sia quello connotativo (le rappresentazioni simboliche ed i significati più ampi che alcune splendide immagini di questo lavoro possiedono). La sincronica compresenza di questa duplicità di lettura nelle immagini qui proposte, rende il racconto del viaggio di Giulia utilmente descrittivo per coloro che non avranno mai la possibilità di recarsi in Ladakh, India, Mali o Yemen, ma ricco di suggestioni simboliche per coloro che, superando l’aspetto più evidente del “denotatum”, sapranno “andare oltre” alla ricerca di nuovi e più intensi significati dove, con una certa abilità Giulia vuole spingerci.
Per trovare traccia di ciò è sufficiente osservare come l’autrice abbia approcciato gli sguardi delle persone ritratte e di come, misurato e lieve, sia il suo occhio indagatore fotografando vecchi, donne, bambini, religiosi…
Sia nelle situazioni gioiose, sia in quelle in cui è avvertibile il disagio di una condizione umana, Giulia riesce ad essere sempre rispettosa ed attenta..
E’ come se, indugiando, riuscisse a fermarsi “un passo indietro” (o un istante prima..) condividendo, empaticamente, ciò che in quell’istante, barthe-sianamente, diviene il suo “studium”…
Giulia osserva, “studia” e ritrae..
Ma, in questo “campo di forze”, Giulia non risparmia la propria condivisione umana all’esperienza di cui è partecipe.
E le immagini, senza inganno, lo dimostrano..
Ecco perché, personalmente, le trovo belle e liriche..

Luca Chistè, [novembre 2009]

| gallery: “Frammenti di viaggio” di Giulia Azzetti |