GALLERIES AUTORI: Francesca Miorelli

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Francesca Miorelli è un’altra fortunata conoscenza che ho avuto il piacere di fare nel corso di un incontro sul sistema ibrido a Nago, dove sono stato invitato dal Gruppo Fotografico “Il Fotogramma“. Della vivacità e del dinamismo che animano questa bella realtà associativa ho già parlato in uno specifico articolo  | QUI |  e, Francesca, appartiene a questo bel popolo di fotografi.

Con uno slancio di entusiasmo che mi ha quasi sopraffatto (positivamente, si intende!..), Francesca mi ha fatto vedere alla fine della serata i suoi album fotografici. Piccole e preziose raccolte di scatti familiari che lasciavano intravedere, sin dalle prime sequenze, una dolcissima sensibilità verso il mondo dei bambini e, più in particolare, delle scoperte, tattili e sensoriali, che essi compiono quando “inciampano” nel mondo delle cose e degli adulti. Scatti privi di forzature romantiche e retoriche e ricchi solamente di un’attenzione nel cogliere le situazioni “al volo” che mi hanno riempito il cuore di una calda dolcezza.
Francesca è brava. Anzi, è molto brava.
Sta lavorando, in parallelo a questo lavoro sui clown che qui propone, sui bambini e sulle loro esperienze sensoriali. Un fotoracconto che, insieme, abbiamo visionato e organizzato nel corso di altri incontri e lunghe e-mail di confronto.
Mi piace pensare che Francesca, un giorno, con quel materiale sarà in grado di proporre una rassegna fotografica tutta sua. Sono sicuro, lo scrivo profeticamente, che sarà un successo.
Francesca, con delicata raffinatezza, mi ha quindi fatto pervenire, insieme al CD delle fotografie, un bellissimo biglietto, “autocostruito”, che riporta sul fronte un suo scatto astratto in bianco/nero (questo è l’amore per le cose di cui spesso racconta nei propri lavori Bertold Brecht: le cose sono di coloro che le coltivano e le amano e non di coloro che le possiedono..) . All’interno, scrive:

“In quegli scatti c’è una storia intrinseca.. Un ragazzo, un sogno più grande della sua vita.. diventare un clown (..”ho aperto gli occhi ed ho visto il cielo, ho chiuso gli occhi e ho sognato un circo…” questo è ciò che lui dice).. La preparazione per immedesimarsi in questo ruolo magico.. i pensieri.. gli attimi.. i ricordi.. i sogni.. l’essere un clown!”..

Del circo, in particolare, conosco bene gli scatti di Mimmo Jodice e quelli, straordinari e graffianti, del genialissimo Erwin Olaf. Sono capolavori indiscussi che appartengono alla storia fotografica contemporanea.
Il lavoro di Francesca, tutto realizzato nell’ambito familiare grazie alla tenera compiacenza di un affettuoso e bravissimo marito che si improvvisa talvolta clown per passione e per i propri due figli, ha comunque un sapore particolare.
Rileggo e, come al solito, mi accorgo di aver scritto anche troppo su un set di immagini che emana, scatto dopo scatto, tantissima magia…
Guardiamo questo lavoro con molta attenzione perché i clown, che talvolta hanno un’ironia amara e leggermente triste, hanno sempre regalato, nell’infanzia di ciascuno noi, momenti di gioia e autentica allegria…
Come scrive l’autrice:

“… I clown sono dei visionari, filosofi dell’assurdo, dolci, gentili, comici, hanno l’animo candido dei bambini e trasformano il mondo in un circo”…

Grazie Francesca..

Luca Chistè
(febbraio 2010)