TELECOM |un’indagine tematica sul paesaggio urbano

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Dopo aver presentato questo progetto fotografico a Pergine (uno slide-show con accompagnamento musicale), ho deciso di pubblicare gli scatti di questo “nuovo” lavoro a cui mi sono dedicato a partire dal 2007.

A seguito dell’ampia diffusione dei cellulari, Telecom Italia sta attuando un piano di dismissione delle cabine telefoniche pubbliche.
L’authority ha decretato che il numero complessivo delle postazioni telefoniche pubbliche (PPT) esistenti può essere progressivamente ridotto.
Ogni anno, pertanto, 30.000 telefoni pubblici saranno rimossi.
Le cabine Telecom sono state, e lo sono tuttora, parte integrante del nostro paesaggio urbano.

Come spesso accade per infrastrutture dedicate ad un pubblico servizio, le cabine telefoniche sono diventate un luogo dove i writers, le persone comuni e, soprattutto il tempo, hanno costruito, spesso senza volerlo, piccole storie..
“Impronte” di un passaggio, di una comunicazione estemporanea e di un tempo che tutto logora e che, anche su questi manufatti, finisce con lo scavare segni profondi ed indelebili..
Di più, questo lavoro, a cui attribuisco un particolare valore concettuale, sotto il profilo simbolico mi pare possa rappresentare questo nostro momento storico, caratterizzato da una decomposizione valoriale che appare ineluttabile, barbara e senza fine e che, sempre più spesso, ci fa dimenticare di appartenere ad una società civile..

Questa ricerca, iniziata come detto nel nel 2007 ed in parallelo al lavoro: “In the bar”, prosegue l’idea che è possibile trovare immagini interessanti nelle cose di tutti i giorni e che, troppo spesso, diamo per scontate..

Come tutte le ricerche che rappresentano la mia visione sul paesaggio urbano contemporaneo, anche questa, al pari di “Urban pola portraits” [si veda QUI per la gallery relativa) è rigorosamente “working in progress” e, pertanto, questa selezione è un concentrato ristretto di immagini rispetto al materiale disponibile che, con intatta passione, raccolgo da moltissimo tempo..

Luca Chistè | dicembre 2010 | ©