ISLANDA – paesaggi fotografici

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Sentieri Urbani n.ro 12 | cover

I S L A N D A  |  I C E L A N D
::  paesaggi fotografici di Luca Chistè  ::

stampe fine-art prints
formati 59,4x42cm (A2) 59,4x88cm (A1)
panoramiche di altezza 42 o 58cm.

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Islanda: si scrive “Iceland” in inglese e si pronuncia Natura, con la N maiuscola, senza sconti per nessuno.
Un habitat nel quale gli elementi essenziali legati all'esistenza del pianeta si amalgamano per lasciare all'uomo una sola possibilità: quella di interrogarsi sul rapporto che egli intrattiene con i suoi simili e con la Natura. Non è un caso che Leopardi abbia intitolato una delle sue più celebri operette morali: "Dialogo della natura con un islandese"...
Sentieri Urbani n.ro 12 | cover In relazione agli elementi naturali che caratterizzano l’ambiente islandese, qui non c'è spazio di mediazione. Gli uomini di questo luogo hanno saputo sfruttare, con sapienza e senso della sfida, le risorse che la natura, ostile nella manifestazione degli elementi naturali, ma generosa nell'offrire energia "pulita" a basso costo di produzione e insignificante impatto ambientale, ha loro offerto. Su quest’immensa Isola, si sfrutta, solo in minima parte rispetto al potenziale disponibile, l'energia geotermica e quella derivante dagli immensi e tumultuosi corsi d'acqua che producono altra energia: quella elettrica. Non è un caso che l’acqua esca dai rubinetti delle case immediatamente bollente o che Reikiavik, affascinante e lunare capitale di Iceland, sia illuminata, nei periodi più bui, sempre a giorno.
Un viaggio intenso, nel quale il freddo del disgelo primaverile, si è accompagnato a giornate color dell'oro, considerando che la qualità della luce e la forza dei colori derivanti da un’aria tersa e dal sole radente sull’orizzonte producono scenari di una bellezza infinita.
Ghiacciai millenari, fra i più grandi del mondo, convivono con vulcani attivi, abbracciati entrambi dalla potenza dei venti e dal mare che, sempre gelido e tumultuoso, ammonisce dalla costa, con i suoi colori cupi, gli islandesi. Sembra quasi, ascoltandone attentamente il sussurro, voglia dire: “Ricordatevi che qui siete un fortuito caso delle probabilità evolutive... Potete sopravvivere, ma le leggi sono dettate da Madre Natura”. Non esiste infatti, rispetto al clima, nessuno che sia più serafico di un islandese nell’accettazione dei “verdetti” climatici, la cui mutevolezza sembra figlia della isterica collera di un Dio imbronciato.
Sentieri Urbani n.ro 12 | cover Qui i paesaggi sono rappresentati da immensi spazi aperti, senza occlusione dello sguardo che divengono, ad osservarli con attenzione, liberi spazi per la mente. Ambienti lontani anni luce da quegli "sguardi occlusi", simmetrici significanti di pensieri talvolta anch'essi troppo ristretti, che caratterizzo il nostro localistico habitat.
Paesaggi scarsamente antropizzati: per lo più piccoli villaggi o gruppi di case sparse che s’incistano, armoniosamente, su immense rocce vulcaniche che, a sfiorarle, sembrano ancora vive ... Areali immensi, color della pece, si contrappongo a spazi deserti in cui domina il verde smeraldo dei licheni, morbidissimi e soffici od a quello di spazi lacustri, per lo più residuali dello scioglimento delle nevi, color dell'inchiostro da calamaio. Un paesaggio di una bellezza mozzafiato, che lascia, ad ogni sguardo, un'opportunità per lasciarsi sorprendere e riflettere...
Per interpretare fotograficamente l'Islanda servono molti ingredienti: il primo e il più importante è il rispetto dei luoghi che si attraversano. E’ necessario comprendere, empaticamente, questo ambiente e questa natura. A questa ipotesi mentale è necessario aggiungere competenze tecniche ed equipaggiamenti che devono essere capaci di misurarsi con l'asprezza del clima, la cui mutevolezza, come già accennato, è una costante esistenziale che appartiene allo spirito di ogni islandese.

Sentieri Urbani n.ro 12 | cover ASPETTI TECNICI SULLE RIPRESE

Entrando più nello specifico, ho particolarmente apprezzato, mai come in questo caso, la tropicalizzazione di alcune camere che ho impiegato nelle mie riprese (la Fuji-XT1 e la Nikon D700).
In giornate di pioggia battente, proveniente da qualunque direzione e senza nessun preavviso, la garanzia che almeno il corpo macchina non avrebbe risentito delle avverse condizioni meteo, è stata una clausola di garanzia per la mia interpretazione fotografica di Iceland. Sentieri Urbani n.ro 12 | cover
      [ Riprese in Islanda: uno scatto mentre sto fotografando realizzato da Fulvio Giovannini ]

Per cercare di restituire il senso d’identità a questi territori, sono partito dall'Italia con un chiaro progetto interpretativo, sapendo che avrei usato, per questi immensi e dilatati spazi, l’uso di riprese panoramiche. Una scelta resa possibile, sotto il profilo tecnico, dall’impiego di una testa professionale panoramica Manfrotto (303 SPH). Sia con la funzione “fluida”, davvero sorprendente, di cui sono dotate le Fuji-X, sia con le sequenze ad intervalli angolari pre-impostabili in funzione della lunghezza focale impiegata con la D700, ho ottenuto immagini puntualmente corrette sotto il profilo dello “Stitching” (cucitura…) fotografico.
Sentieri Urbani n.ro 12 | cover Le gallery che propongo con questo articolo contiene sia viste paesaggistiche (scatti panoramici e scatti singoli con numerose riprese eseguite con il magnifico “Touit” Zeiss 12/2,8 specificamente progettato per attacco Fuji-X), sia un lavoro monografico su Reikiavik.
Nonostante la numerosità degli scatti, il lavoro deve considerarsi incompleto o, quanto meno "working in progress". Preciso anche che la scelta di pubblicare molte fotografie senza una selezione troppo ragionata è del tutto intenzionale...
Una scelta figlia di un pensiero molto semplice: so che ritornerò in Islanda (presto) e so che, se la vita e la salute mi assisteranno, verrà un tempo in cui cercherò di trasferirmi lì per un lungo, forse lunghissimo, periodo…
Sentieri Urbani n.ro 12 | cover
Vivere con un sogno, che si ripresenta talvolta con i magnifici colori di questi luoghi, rende meno buio il nostro quotidiano incedere.
Un saluto e un ringraziamento particolare a Massimo Boscheri della Libreria/Viaggeria di Trento ed a Roberto Socin, leggendario tour-leader di questo spettacolare viaggio introduttivo all’Islanda da cui molto ho compreso sulle abitudini ed il territorio di questa Isola.

Luca Chistè / Phf Photoforma    © aprile 2014

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